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Dati
(hostcount)


Due grandi
“comunità linguistiche”
nell’internet
(spagnola e cinese)

A cura di Giancarlo Livraghi

mappa

Analisi aggiornate al 6 marzo 2010
in base ai dati internazionali del dicembre 2009

Il prossimo aggiornamento avverrà probabilmente
in luglio o agosto 2010




Fino al 2004 c’era un solo paese nel mondo con più di venti milioni di host internet (Stati Uniti d’America). Ora sono sei. Ma sono nove se consideriamo come “nazioni” la comunità di lingua spagnola e la comunità etnica cinese – cui ora si aggiunge anche quella di lingua portoghese.

Nell’area di cultura cinese Taiwan, da sola, aveva superato già nel 2000 il milione di host internet e nel 2002 i due milioni. Ora ne ha più di cinque. (Solo dal 2007 si è rilevato un maggiore sviluppo in Cina).
Nell’area di lingua spagnola oltre il milione c’è la Spagna dal 2001 – dal 2002 anche il Messico, dal 2004 l’Argentina e dal 2007 la Colombia. Nel 2007 il Messico ha superato i dieci milioni.
Nell’America Latina il Brasile ha superato il milione di host nel 2001, due nel 2002, tre nel 2003, cinque nel 2005 e dieci nel 2007 – se, per analogia con le altre “aree linguistiche”, sommiamo Brasile e Portogallo (più alcuni paesi con un minor numero di host) l’area portoghese è salita, nel 2009, a venti milioni.

L’area spagnola comprende 500 milioni di persone (di cui più di nove decimi nel continente americano). Non parlano lingue “identiche” (ci sono molte varianti dello spagnolo) ma si capiscono fra loro e condividono cultura e conoscenze. Questa è, dopo l’inglese, la più grande comunità linguistica del mondo “occidentale” (sono circa 100 milioni le persone nel mondo che parlano il tedesco, il francese o l’italiano; più di 200 milioni il portoghese).

La comunità cinese è molto più numerosa. Più di un miliardo e trecento milioni di persone, separate da confini politici (e anche da differenze etniche) ma unite da una comune cultura (non dalla stessa lingua “parlata”, perché ci sono sedici diverse lingue cinesi – ma tutte condividono lo stesso alfabeto “ideografico”). Un cambiamento recente riguarda la Cina. Come vedremo più avanti, la situazione appare diversa nel 2007-2009 da come era stata in tutti i periodi precedenti.

Il quadro generale si può riassumere in questa tabella, che comprende nove “nazioni” con più di venti milioni di host internet nel 2009. (Per un’analisi più dettagliata dei 48 paesi con più di 700.000 host internet vedi il documento sui dati internazionali).


  Numero di host
dicembre 2009
Per 1000
abitanti
Stati Uniti 380.000.000 1240
Giappone 52.000.000 370
Lingua spagnola 43.900.000 107
Germania 23.800.000 290
Gran Bretagna 23.700.000 386
Italia 22.500.000 375
Francia 22.000.000 354
Cultura cinese 22.000.000 16
Lingua portoghese 20.000.000 71

La densità media nel mondo è 56 host per mille abitanti
(vedi dati internazionali)


Mentre nel 2003-2004 la velocità di crescita dell’area spagnola non era superiore a quella di altre “grandi nazioni”, nel 2005-2009 si rileva di nuovo uno sviluppo più forte – e così si realizza ciò che in questa analisi avevamo considerato prevedibile fin dall’inizio. Il hostcount di lingua spagnola si colloca al terzo posto nel mondo, dopo gli Stati Uniti e il Giappone.

La crescita dell’area cinese, dopo una fase di sviluppo veloce fra il 2001 e il 2004, appariva rallentata nel 2005-2006. Ma dal 2007, soprattutto per una “improvvisa” (e poco credibile) crescita in Cina, sembra che la situazione stia cambiando (oltre ai dati e commenti, qui più avanti, sui paesi di cultura cinese, vedi l’analisi della situazione in Asia).

Vediamo in un grafico la situazione delle sei aree linguistiche più estese per attività nell’internet (escludendo il Giappone e i paesi di lingua inglese).


Host internet
Numeri in milioni

6 paesi

La parte gialla nel caso della Francia è una stima della presenza
delle aree di lingua francese in Canada, in Belgio e in Svizzera.
Per la Germania rappresenta l’Austria e la Svizzera tedesca.
Per il Brasile il Portogallo (pù alcuni altri paesi)
cioè l’estensione dell’area di lingua portoghese.
Nel caso dell’Italia è poporzionalmente piccola
la quota attribuibile alla Svizzera italiana.

In tutti i casi fuorché spagnolo e cinese
sono considerati solo i paesi in cui la lingua è “ufficiale”.
Se si usasse un criterio un po’ più esteso
risulterebbe più ampia la diffusione del francese.


È facile prevedere che nei prossimi anni questo grafico continuerà a cambiare aspetto. Ci sono comunque cambiamenti rilevanti rispetto al passato. Già all’inizio di questo secolo si era rilevato che due grandi comunità culturali (spagnola e cinese) avevano raggiunto un numero di host superiore a quello di molti paesi tradizionalmente forti nell’internet.

Come già osservato, nel 2005-2006 i percorsi avevano un andamento diverso. Accelerava l’area spagnola, mentre sembrava rallentata la crescita di quella cinese, che era stata di nuovo superata da sette paesi – e anche dall’area portoghese. Un nuovo sviluppo, molto recente, in Cina è così “improvviso” da suscitare qualche perplessità. Occorreranno verifiche nei prossimi anni per capire il significato della tendenza.

Naturalmente la lingua dominante è l’inglese, con un hoscount di oltre 400 milioni se si considerano solo i paesi in cui l’inglese è una lingua ufficiale. Se si contassero anche le persone che in altri paesi conoscono l’inglese si arriverebbe probabilmente all’80 o 90 per cento del hostcount totale. Tuttavia altre lingue hanno una presenza rilevante online – in particolare lo spagnolo, il francese, il tedesco e l’italiano.

Il giapponese è meno rilevante, su scala internazionale, di come può sembrare, perché è una lingua poco usata fuori dal paese d’origine. L’olandese-fiammingo, che fra Olanda, parte del Belgio e altri paesi è oltre 15 milioni di host internet, ha un ruolo limitato per un motivo diverso: è una lingua parlata da “solo” 20 milioni di persone, che hanno quasi tutte una buona conoscenza dell’inglese (una considerazione analoga si può fare per altre lingue, come quelle dei paesi scandinavi, con una rilevante presenza online ma popolazioni poco numerose).

Nell’area di lingua spagnola qui è compresa anche una valutazione approssimata delle comunità “ispaniche” negli Stati Uniti – dove lo spagnolo è diventato, di fatto, la seconda lingua nazionale.

Va ricordato che le persone di educazione elevata in Brasile e Portogallo capiscono lo spagnolo e quindi c’è un’osmosi fra le due lingue, specialmente nell’America latina (la somma dell’area spagnola e di quella portoghese è 64 milioni di host internet – cioè, come era prevedibile, dal 2007 ha superato il Giappone).

Se, un po’ abitrariamente, sommassimo tutte le “lingue latine” il totale sarebbe oltre 120 milioni di host.

Vediamo in un grafico la crescita di tre aree linguistiche e culturali (spagnola, cinese e portoghese) dal 1999 al 2009.


Host internet – 1999-2009
Numeri in milioni

tre lingue

La tendenza in grigio è un indice
basato sulle percentuali di crescita su scala mondiale.


L ’area di lingua spagnola è in continua crescita, con fasi di forte accelerazione. L’area di cultura cinese aveva avuto un’evoluzione meno veloce nel 2004-2005, tanto da essere superata nel 2005-2006 da quella di lingua portoghese. Sembra che nel 2007 ci sia stato un brusco cambiamento, con una enorme crescita in Cina. Ma questo “fenomenale” sviluppo non continua nel 2008 e nel 2009.

Se di tutte le statistiche è sempre bene dubitare, in particolare i dati cinesi sono di scarsa attendibilità – come vedremo più avanti nelle osservazioni specifiche su quest’area.

Naturalmente la variazioni in un anno o due non bastano per capire gli sviluppi – il significato delle tendenze deve essere valutato su periodi più lunghi. Ma, nonostante variazioni non sempre comprensibili, sembra confermato che nel medio-lungo periodo le tre “aree linguistiche” crescono più velocemente della media mondiale.

All’interno di ciascuna delle “grandi aree” linguistiche e culturali ci sono notevoli differenze, come vediamo nelle analisi che seguono per l’area spagnola e per quella cinese.





L’area di lingua spagnola
e l’America latina

mappa

Lo spagnolo è la lingua più diffusa
nel continente americano.
In questa mappa alcune zone
nel sud degli Stati Uniti
sono un’indicazione “simbolica”
delle comunità di lingua spagnola
estese anche in altre parti del territorio.
Evidentemente in questa immagine l’azzurro chiaro
rappresenta l’area di lingua portoghese.


Da alcuni anni c’ è una crescita veloce dell’internet nei paesi di lingua spagnola. I dati fondamentali si possono riassumere in questa tabella, che analizza la situazione da due punti di vista: l’America Latina (che comprende il Brasile) e l’area di lingua spagnola (che comprende la Spagna).

Sono compresi nella tabella i 21 paesi in queste aree con più di mille host internet (di cui 19 rappresentano la quasi totalità del hostcount nell’America Latina).


  Numero di host
dicembre 2009
Per 1000
abitanti
Brasile 17.786.552 95,3
Messico 12.715.915 119,7
Argentina 5.743.293 144,5
Colombia 2.533.104 57,0
Cile 945.109 56,4
Uruguay 521.401 156,4
Perù 283.988 10,1
Rep. Dominicana 283.297 30,6
Guatemala 156.204 14,3
Nicaragua 156.763 31,1
Venezuela 196.011 14,3
Bolivia 116.975 11,7
Paraguay 105.586 17,0
Ecuador 59.858 4,3
Costa Rica 34.066 7,8
Panama * 25.000 7,4
Honduras 15.691 2,0
El Salvador 13.010 2,5
Cuba 3.664 0,3
America Latina 41.700.000 75,6
Spagna * 16.000.000 352,0
Andorra 23.934 288,4
Lingua spagnola 43.900.000 106,9

Il totale “lingua spagnola” comprende una stima delle comunità “ispaniche” negli Stati Uniti.

* Il dato riguardante la Spagna è arbitrariamente, ma non irragionevolmente,
aumentato – come spiegato nell’analisi dei dati internazionali.
È modificato per lo stesso motivo anche il dato di Panama,
probabilmente sottovalutato nelle rilevazioni di hostcount.
 

È stato particolarmente rilevante nel 2006-2008 lo sviluppo del Messico, e anche recentemente quello del Brasile, ma ci sono aumenti notevoli in altri paesi. Per la prima volta, nel 2007, il Brasile e il Messico hanno superato i dieci milioni di host internet. E per la prima volta nel 2008 tre paesi dell’America Latina, il Messico l’Argentina e l’Uruguay, hanno superato la soglia dei 100 host per mille abitanti (a cui, nel 2009, si sta avvicinando anche il Brasile).

Come in tutte le parti del mondo, all’interno dell’America Latina e dell’area di lingua spagnola ci sono forti differenze, Il fatto è evidente nel prossimo grafico (otto paesi con più di 200.000 host internet, che rappresentano il 98 % del totale nell’America Latina).


8 paesi dell’America Latina

america latina


L’87 % del totale è in tre paesi: Brasile, Messico e Argentina.

Se esaminiamo la stessa situazione dal punto di vista dell’area linguistica, il grafico ha un aspetto diverso (naturalmente la Spagna prende il posto del Brasile).


8 paesi di lingua spagnola

lingua spagnola

La dimensione dell’area grigia è basata su stime
inevitabilmente “approssimate” – ma è un’indicazione
del fatto che (oltre al resto dell’America Latina)
ci sono altre aree di diffusione della lingua spagnola,
di cui non è facile misurare la presenza nell’internet
(in particolare le comunità “ispaniche” negli Stati Uniti).


Vediamo ora, come è abituale anche nelle altre analisi dei dati, la densità rispetto alla popolazione. Il grafico comprende (oltre alla Spagna) i 18 paesi con più di 10.000 host internet che rappresentano il 99,9 % del totale nell’America Latina.


Host internet per 1000 abitanti
in 18 paesi dell’America Latina

(più la Spagna)

densita'
Per leggibilità del grafico, qui è ridotta del 50 % la dimensione della Spagna


Nel 2006, per la prima volta, la densità nell’America latina aveva superato la media mondiale. Era particolarmente rilevante lo sviluppo del il Messico, che nel 2006 aveva superato l’Argentina e il Brasile. Ma negli anni seguenti è stato il Brasile ad avere una crescita più veloce.

Il quadro in base alla densità può essere riassunto anche in questa mappa.


mappa'

 
Come già rilevato, un “fatto nuovo” dal 2008
è che ci sono tre paesi dell’America Latina
con più di 100 host internet per 1000 abitanti:
l’Uruguay, il Messico e l’Argentina.
Il prossimo sarà probabilmente il Brasile.


Vediamo ora, negli stessi paesi del grafico sulla densità, la situazione in rapporto al reddito (“prodotto interno lordo”).


Host internet in rapporto al reddito (PIL)
in 18 paesi dell’America Latina

(più la Spagna)

reddito


La situazione continua a evolversi. Sei paesi dell’America latina hanno un’attività online, in rapporto al reddito, superiore a quella della Spagna – e anche di altri paesi europei, come rilevato nell’analisi dei dati internazionali.

Le differenze rimangono molto forti, ma in generale nell’America latina (come nell’area di lingua spagnola) si conferma una crescita dell’attività nell’internet con un andamento molto più veloce della media mondiale (vedi i confronti fra le “grandi aree” nei già citati dati internazionali).




Se, per curiosità, proviamo a mettere insieme spagnolo e portoghese, otteniamo un grafico come questo.


Lingua spagnola e lingua portoghese

spagnolo e portoghese


Tre paesi hanno più di due terzi del totale, ma l’insieme degli altri ha una presenza rilevante. Quest’area ha 64 milioni di host internet.






L’area etnica cinese

mappa

Non è facile definire quale sia il “territorio” occupato dalle comunità cinesi, perché i cinesi sono dovunque – anche negli Stati Uniti, in Europa e in Italia. Ma ovviamente i “grandi numeri” (anche per quanto riguarda l’internet) sono in Cina, a Taiwan e in alcuni paesi del sud-est asiatico.

Nella Repubblica Popolare Cinese non ci sono solo limiti economici e tecnici alla diffusione dell’internet. C’è una forte repressione politica e culturale (per un uso “non approvato” della rete si può rischiare la pena capitale). C’è una densità molto più alta di uso dell’internet a Taiwan, a Hong Kong (che nonostante l’annessione alla Cina mantiene una sua presenza separata nell’internet) e nelle forti comunità cinesi di Singapore e di altri paesi dell’Asia sud-orientale.

Il “fatto nuovo” del 2007 era che, nonostate questi ostacoli, sembrava esserci un forte aumento del hostcount in Cina (non confermato con la stessa velocità nel 2008-2009) che comunue rimane a un livello basso rispetto alla popolazione.

Il quadro si può riassumere in questa sintetica tabella.


  Numero di host
dicembre 2009
Per 1000
abitanti
Cina 14.321.711 11
Hong Kong 817.766 119
Taiwan 5.982.909 261
Sud-est asiatico * 934.000 93
Totale 22.000.000 16

* Calcolato in base alla popolazione cinese in paesi come Singapore e la Malesia.

Per grafici di confronto dell’attività in rete
rispetto alla popolazione e al reddito
vedi l’analisi della situazione in Asia.


In tutta la storia della rete, fino al 2006, c’era un forte predominio di Taiwan, il cui hostcount era venti volte quello della Cina continentale. Ancora oggi (anche accettando per vero un poco spiegabile “balzo” dello sviluppo in Cina dal 2007) Taiwan con 23 milioni di abitanti ha più di un terzo dei host internet della Cina (1.300 milioni di persone). Per la prima volta nel 2006 il dato di Hong Kong non è più risultato superiore a quello dell’intera “madrepatria” cinese, ma rimane il fatto che l’ex-colonia, con 7 milioni di abitanti, ha una densità molto più alta rispetto alla popolazione. E così accade anche nelle comunità cinesi nel sud-est asiatico.

Il curioso fenomeno di un improvviso ed enorme cambiamento in Cina (da 230.000 host internet nella prima metà del 2006 a oltre dieci milioni un anno più tardi e poi a 14 milioni nel 2008) merita qualche commento. Come dimostrato con vari esempi in un libro recentemente pubblicato in italiano, Mentire con le statistiche, ci sono molti dati contradittori o palesemente irreali riguardanti la Cina.

Si può trattare, in parte, di errori involontari, ma è un fatto che l’informazione (e la “disinformazione”) sono strumenti “bellici”, usati anche nelle competizioni commerciali, finanziarie, politiche e culturali. Non è chiaro quale possa essere l’artificio tecnico che permetta di “truccare” i dati di hostcount, ma non si può escludere l’ipotesi che, in un sistema rigidamente condizionato, ci sia una manipolazione di quel genere.

Un dettaglio bizzarro, che tuttavia sembra preoccupare le autorità di controllo, è uno strano commercio di domain “.cn” offerti e venduti in giro per il mondo anche a chi non ha alcun motivo di “assumere un’identità” cinese. (Pare che quei domain siano usati soprattutto da propalatori di spam).

Solo le osservazioni nei prossimi anni ci potranno dire quale sarà lo sviluppo nell’area di cultura cinese. Il potenziale rimane ovviamente elevato, ma non è pensabile che gli squilibri al suo interno si correggano in pochi anni. Sono in gioco fattori economici, politici e sociali che si possono evolvere solo in periodi lunghi.




Per avere una percezione del quadro geografico può essere utile una piccola mappa della parte centrale e meridionale del continente asiatico, dal Medio Oriente all’Asia orientale.


Host internet per 1000 abitanti

asia

(La scala dei valori e dei colori è diversa
da quella nella mappa dell’America latina)

Questa mappa è molto più “colorata”
di come appariva tre o quattro anni fa
perché ci sono situazioni di sviluppo recente
(in particolare, ma non solo, in Cina e in India).
Vedi l’analisi della situazione in Asia.


Sono pochi i paesi con una densità elevata e sono solo in alcune parti del continente. Se si potessero isolare alcune aree urbane ci sarebbero piccoli “punti”, anche in paesi a bassa densità, di non trascurabile attività nell’internet. Ma il quadro generale conferma grandi squilibri.


Asia

La situazione è analizzata in maggiore dettaglio
in un documento dedicato all’internet in Asia



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