13. Sigle

 

  Nella corrispondenza in rete (sia personale, sia in aree di discussione) ricorrono abbastanza spesso sigle, tutte derivate dall’inglese, che può essere utile conoscere, perché sono usate abitualmente anche da chi scrive in italiano. Alcune sono espressioni della normale corrispondenza inglese, altre sono proprie della rete.

Nella telematica, come nell’informatica, è molto diffuso l’uso di sigle o di "acronimi"; in modo così esagerato da indurre spesso all’ironia. Per esempio la sigla PCMCIA (che in realtà significa Personal Computer Memory Card International Association) è scherzosamente interpretata come People Can’t Memorize Computer Industry Acronyms: "la gente non riesce a ricordare le sigle usate nel mondo dei computer".

Alcune delle sigle contengono parole "volgari", che talvolta, con una certa pruderie, gli americani abbreviano o interpretano in modo diverso.

AKA Also Known As – lo pseudonimo o "nomignolo" di una persona (o il nome "vero" di qualcuno di cui si conosce l’alias) o anche semplicemente un modo diverso di dire la stessa cosa.

ASAP As Soon As Possible – "il più presto possibile"

BTW By The Way – "a proposito", o "fra parentesi".

FWIW For What It’s Worth – "per quello che vale".

FYA For Your Amusement – "per divertimento".

FYI For Your Information – "per informazione".

IMHO In My Humble Opinion – "secondo me" (letteralmente "secondo la mia umile opinione", ma spesso "umile" è inteso in senso ironico). Ci sono varianti, di uso meno frequente, come IMO (In My Opinion), IMCO (In My Considered Opinion) e anche IMNSHO (In My Not So Humble Opinion).

IOW In Other Words – "in altre parole".

OTOH On The Other Hand – "d’altra parte".

PITA Pain In The Ass – persona noiosa, rompiscatole (per pruderie alcuni, nell’interpretare questa sigla, scrivono A**)

POV Point of View – "punto di vista".

ROTFL Rolling On The Floor Laughing – "mi rotolo per terra dalle risate" (di solito usato non come insulto, ma come apprezzamento di un’osservazione umoristica).

RSN Real Soon Now – letteralmente "fra poco tempo"; ma abitualmente usato in senso ironico, per intendere "chissà quando" o "probabilmente mai".

RTFM Read The Fucking Manual – "leggi il fottuto manuale". Viene detto di solito a chi chiede troppe spiegazioni tecniche invece di cercare di cavarsela da solo. Può significare anche Read The Fucking Message cioè "non hai capito bene e stai rispondendo a sproposito" o "leggi meglio ciò che è già stato scritto". Per "eufemismo" la sigla viene interpretata anche come Read TheFine Manual o Read The Fantastic Manual.

SNAFU Situation Normal, All Fucked Up – forma gergale abbastanza diffusa in America, che pare sia nata nella marina militare. È un modo scherzoso per definire una situazione confusa, problematica o pasticciata.

TIA Thanks In Advance – "grazie in anticipo"

TIC Tongue In Cheek – "sto scherzando"

Ci sono molte altre variazioni di sigle, di uso meno frequente, fra cui le più "pittoresche" sono probabilmente quelle usate nei gruppi "singles" di Usenet, che vanno da un semplice LJBF (Let’s Just Be Friends – cerchiamo di essere soltanto amici) o LAFS (Love At First Sight – amore a prima vista) o NIFOC (Nude In Front Of The Computer nudo, o nuda, davanti al computer) fino a WFYITBWNBLJO (Waiting For You In The Bathtub Wearing Nothing But Lime Jell-O – "ti aspetto nella vasca da bagno senza altro addosso che una gelatina al limone").

Alcune sigle nuove, che stanno emergendo nel mondo dei teenager americani, sono citate nel bel libro di Don Tapscott, Growing Up Digital. Per esempio JC (Just Curious – solo per saperlo); BMF (Biting My Fingerlails – mi mordo le unghie); BRB (Be Right Back – torno subito); BBL (Be Back Later – torno più tardi); LOL (Laughing Out Loud) o LMAO (Laughing My Ass Off) per esprimere una forte risata; una variante del tradizionale ROTFL è ROTFLMAO (Rolling On the Floor Laughing My Ass Off ). Un’altra abitudine diffusa è l’uso di parole fra asterischi (invece delle "faccine") per esprimere un’emozione, come *wink* (strizzata d’occhio) o *smile* (sorriso) o *hug* (abbracciare) o *blush* (arrossire).

 

   
 
Giancarlo Livraghi

 

 
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