Convegno La Repubblica sull’internet – 12 Marzo 1998 – relazione di Giancarlo Livraghi


9) Evitare gli orpelli inutili


Anche nella pubblicità tradizionale, e in generale nella comunicazione d’impresa, veniamo da un lungo periodo in cui l’apparenza ha preso un po’ troppo spesso il sopravvento sulla sostanza. Così si sente dire che oggi "il consumatore è più maturo" e meno influenzabile nelle sue scelte, il che è vero; e che "la pubblicità non funziona più", il che non è vero, perché quando trasmette informazioni significative, e propone reali vantaggi, funziona benissimo (ma troppo spesso non lo fa, affidandosi all’ormai logoro mito dell’immagine).

Nella rete, il problema è ancora più grave. Chi la frequenta ha, come abbiamo visto, un livello socioculturale più alto della media; spesso è una persona attiva e impegnata, con poco tempo da perdere. Soprattutto sta investendo tempo ed energia – e perde facilmente la pazienza.

La tecnica con cui si costruisce una pagina web invita a giocare. È così facile (o almeno sembra) inserire immagini, scenari, effetti, a scapito dei contenuti… che la tentazione è quasi irresistibile. Ma funziona? Credo di no.

Il primo, e il più ovvio, problema è che tutti gli "effetti" non necessari creano un inutile "carico di banda". Il rallentamento che ne deriva tende a stancare e allontanare il lettore. Nonostante la proclamata crescita delle mitiche "autostrade elettroniche" (e qualche reale miglioramento nelle connessioni) la lentezza rimane, specialmente in Italia – ma se ne lamentano anche negli Stati Uniti, dove hanno una qualità di accesso molto superiore alla nostra. Ma non è questo il solo problema.

Se ci si affida alla logica delle apparenze, ci si mette in concorrenza con un’infinità di altri siti che fanno la stessa cosa, anche se trattano argomenti completamente diversi; ed è molto difficile, se non impossibile, competere con le risorse e le capacità dei grandi fornitori di spettacolo, la cui presenza in rete è massiccia e crescente.

Più si mena il can per l’aia, più si rischia di stancare chi si avventura sul nostro sito; o di distrarlo con cose che poco hanno a che fare con l’argomento su cui vorremmo richiamare la sua attenzione.

Gli utenti della rete (e specialmente gli utenti abituali, che sono il pubblico più interessante) stanno imparando ad applicare un semplice criterio di valutazione: più un sito è affollato di decorazioni ed effetti, meno contenuti ha da offrire. Chi ha successo, e ricchezza di contenuti, va velocemente ai fatti e fa tutto il possibile per evitare ingombri.

Si applica alla rete, forse più che a qualsiasi altra cosa, la classica formula dei consulenti e docenti di gestione: KISS (è la sigla di Keep It Simple, Stupid – che grossolanamente si può tradurre "non fare stupidaggini, trova soluzioni semplici"). La semplicità è il bacio più seducente con cui possiamo accogliere i nostri ospiti – ed è anche l’impronta del successo.



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