Offline Riflessioni a modem spento


Debole Italia...
ma grandi possibilitÓ

Febbraio 1998
also available in English



  Giancarlo Livraghi

gian@gandalf.it
 
Per approfondimenti sull’internet marketing
vedi la rubrica online Il Mercante in Rete
 
 

 

Nel primo numero di questa nuova rubrica vorrei fare tre premesse. La prima è che ho l’abitudine di esprimere con molta franchezza le mie opinioni, anche se qualche volta possono essere controverse. Sempre pronto ad accettare con rispetto e interesse le opinioni altrui. La rete è fatta per l'interattività e lo scambio. Silvio Ceccato, nelle sue lezioni non solo di cibernetica ma anche di umanità, cita spesso un detto (non ne conosco l’origine, ma mi sembra confuciano): Se tu mi dai una moneta e io ti do una moneta ciascuno di noi ha una moneta; se tu mi dai un’idea e i ti do un’idea ognuno di noi ha due idee. L'informazione e la diversità sono ricchezza. Spero, nei prossimi mesi, di aumentare il mio "capitale di idee" grazie allo scambio di opinioni e di esperienze con le lettrici e i lettori di Web Marketing Tools – o di questi articoli online.

La seconda premessa è che se oggi parlo di numeri, in seguito lo farò raramente. L’importante, secondo me, è parlare di valori qualitativi. Ci sono in giro fin troppi numeri sull'internet, spesso in conflitto fra loro e più o meno campati per aria. Possiamo anche ignorarli. La rete non è e non sarà mai un "mercato di massa"; è un mondo in cui spesso "piccoli numeri" possono essere molto importanti.

La terza (e ultima) premessa è che ogni tanto qualcuno, se dico che in fatto di rete siamo solo agli inizi e la strada è ancora lunga, mi considera "pessimista". Niente affatto. Ci vuole una notevole dose di ottimismo per credere, come credo, che la rete è una cosa importante e potrà essere rivoluzionaria, nella società in generale come nel marketing (che può essere anche "commercio elettronico", ma certamente non è solo quello). Finora c’è poco; e quel poco è troppo spesso fatto male. La strada del vero ottimismo non sta nelle illusioni o false speranze, che portano solo a delusioni inevitabili. Sta nel valutare seriamente i fatti (che spesso non sono incoraggianti) e chiederci come si possa fare meglio.

Guardiamo questo piccolo grafico, che è una semplice elaborazione su dati "di pubblico dominio".

Host internet nei paesi dell’Unione Europea in proporzione al PIL

(Analisi su dati RIPE - Réseaux IP Européens - 30 dicembre 1997)
  Host/PIL
  La situazione della Francia qui risulta molto sottovalutata, perché questa analisi non tiene conto della larga diffusione del minitel. Se il governo di Parigi riuscirà nel suo intento di trasferire l'attività telematica dal minitel all'internet, la Francia avrà un livello di penetrazione della rete paragonabile a quello della Germania, se non della Gran Bretagna.


L’Italia è palesemente "l’ultima ruota del carro". Abbiamo il 12 per cento del prodotto lordo europeo, il 14 delle automobili, il 10 dei telefoni... ma solo il 4 per cento della rete in Europa. E finora non ci sono segni di quella crescita veloce di cui avremmo bisogno per avvicinarci ai nostri "concorrenti" europei e mondiali. Anzi, lo sviluppo in Italia sta rallentando: nella seconda metà del 1997 abbiamo avuto un aumento mensile medio dell’1 per cento, rispetto al 4 per cento medio dell’Europa nello stesso periodo.

Dobbiamo metterci a piangere e cospargerci il capo di cenere? Mi sembrerebbe un’inutile perdita di tempo e di buonumore. Lo sviluppo della rete è discontinuo e poco omogeneo in tutto il mondo. È perfettamente possibile rimontare lo svantaggio. Ci sono molte imprese italiane che hanno dimostrato fantasia, pazienza, ostinazione, flessibilità, spirito di servizio, capacità di adattarsi a circostanze nuove - e di esportare in ogni angolo del mondo. Sono le qualità ideali per vincere nella rete e con la rete. Il problema non è di tecnologia, ma di mentalità, cultura e metodo. È un tema che cercherò di approfondire nei prossimi numeri di questa rubrica.



Post scriptum – giugno 2000

In due anni e mezzo la a dimensione della presenza italiana in rete è molto cambiata. La crescita è notevole; ma solo nella seconda metà del 1999 abbiamo cominciato a gadagnare un po’ di terreno rispetto agli altri paesi. (Nello stesso periodo in Francia si è finalmente sentito l’effetto del trasferimento dal minitel all’internet). Nonostante il forte sviluppo negli ultimi due anni, l’Italia rimane ancora arretrata, specialmente in rapporto al reddito.

Per dati più recenti sulla situazione in Italia, in Europa e nel mondo vedi i progressivi aggiornamenti nella rubrica Il mercante in rete. Dal punto di vista della qualità... è abbastanza preoccupante constatare quanto poco la situazione sia evoluta rispetto all’inizio del 1998.

 

   


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