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Mentire con le statistiche


Divertente e interessante


Recensione in Il blog di Carlo – 24 gennaio 2008



Ho letto “Mentire con le statistiche“, uscito in USA più di 50 anni fa e pubblicato di recente in italiano. Il libro parla delle tecniche con le quali statistici, scienziati e giornalisti fanno dire ai numeri ciò che vogliono. Nonostante appaia datato in qualche punto (fa riflettere quanto sia cambiato il nostro mondo in 50 anni ...) il libro risulta divertente e interessante per chiunque si occupi di statistica o anche solo di “presentazione di dati”.

L’edizione italiana. che contiene numerosi aggiornamenti, è a cura di Giancarlo Livraghi, un simpatico adolescente ottantenne con cui ho il piacere di scambiare ogni tanto chiacchiere, opinioni e dati: imperdibile il suo sito gandalf dove trovate pensieri (e dati!) sulla rete, sulle sue libertà e sulla sua cultura.

Dal libro (e dal sito) riporto alcune citazioni per sorridere e riflettere sulla statistica:

63 statistiche su 100 sono inventate. Compresa questa.
Scott Adams

Le previsioni sono estremamente difficili. Specialmente sul futuro.
Niels Bohr

Se vuoi ispirare fiducia, dai molti dati statistici. Non importa che siano esatti, neppure che siano comprensibili. Basta che siano in quantità sufficiente.
Lewis Carroll

Se torturi i numeri abbastanza a lungo, confesseranno qualsiasi cosa.
Gregg Easterbrook

Le statistiche sono come i bikini. Ciò che rivelano è suggestivo, ma ciò che nascondono è fondamentale.
Aaron Levenstein

Satana si diletta con le statistiche quanto con citazioni delle sacre scritture.
Herbert George Wells

È meglio essere sempre un po’ improbabili.
Oscar Wilde

Senza deviazione dalla norma il progresso non è possibile.
Frank Zappa

... e qui altri aforismi sulla statistica

Carlo Vaccari




Nello stesso blog il 19 gennaio 2008 erano state pubblicate queste interessanti osservazioni su un genere importante di dati statistici.


Il “Prodotto Interno Lordo”

«Non possiamo misurare i successi nazionali sulla base del Prodotto Interno Lordo. Perché il Prodotto Interno Lordo comprende l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine. Mette nel conto le serrature speciali con cui chiudiamo le nostre porte, e le prigioni per coloro che le scardinano.Il Prodotto interno Lordo comprende la distruzione delle sequoie e la morte del lago Superiore. Cresce con la produzione del napalm e missili a testate nucleari, e comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica.

Il Prodotto Interno Lordo si gonfia con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte nelle nostre città; e benché non diminuisca a causa dei danni che le rivolte provocano, aumenta però quando si ricostruiscono i bassifondi sulle loro ceneri. Comprende la trasmissione di programmi televisivi che celebrano la violenza per vendere merci ai nostri bambini.

Ma il Prodotto Interno Lordo non tiene conto dello stato di salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro giochi. È indifferente alla salubrità delle nostre fabbriche e insieme alla sicurezza delle nostre strade.

Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei nostri matrimoni, l’intelligenza delle nostre discussioni o l’onestà dei nostri dipendenti pubblici. Non tiene conto né della giustizia dei nostri tribunali, né della equità dei rapporti tra di noi.

Il Prodotto Interno Lordo non misura né la nostra arguzia, né il nostro coraggio, né la nostra saggezza, né le nostre conoscenze, né la nostra compassione, né la devozione al nostro Paese. Misura tutto in pochi numeri, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta».

Così Robert Kennedy sul PIL (1968)




Il 27 gennaio 2008 Carlo Vaccari ha aggiunto nel suo blog quest’altro testo, che non solo riguarda i pasticci dei numeri, ma è anche significativo sul potere della stupidità e sulla stupidità delle tecnologie.


Che giorno era il primo gennaio 1900?

La domanda può sembrare oziosa e facilmente risolvibile: un qualunque calendario perpetuo (v. ad esempio qui) vi dirà che era lunedì.

Ora chiedetelo a Excel: la formula  =GIORNO.SETTIMANA("1/1/1900") risponderà “1” cioè domenica!

Il fatto grave non è tanto che uno dei software più diffusi al mondo sbagli i calcoli (non è la prima volta), quanto che Microsoft stia provando a far certificare questo risultato come standard dall’ISO, al quale ha presentato il suo OOXML in contrapposizione al già standardizzato OpenDocument, formato usato tra l’altro dal concorrente OpenOffice.

Potremmo arrivare al paradosso che la realtà si debba adeguare ai voleri del grande monopolista, una volta certificati come “standard”: per evitarlo potete firmare la petizione NoOOXML.

Ulteriori dettagli sul sito Interlex.





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