
Dati sullinternet nel mondo
(hostcount)
A cura di Giancarlo Livraghi
Analisi aggiornate il 29 febbraio 2012
(i dati
più recenti sono del dicembre 2011)
Il prossimo aggiornamento avverrà
probabilmente
in agosto o settembre 2012
| Questa analisi è aggiornata in base ai dati internazionali del giugno 2011 pubblicati il 3 settembre 2010 I dati dei periodi precedenti, a partire dallagosto 1997, sono stati pubblicati nei numeri 8 15 24 31 38 43 50 56 61 62 65 68 70 73 74 76 78 80 81 82 83 84 86 87 88 89 della rubrica Il mercante in rete Per le analisi sullEuropa vedi dati europei |
Alcune annotazioni sul metodo
I dati di hostcount su scala mondiale pubblicati nellappendice 1 di La coltivazione dellinternet e online nella rubrica Il mercante in rete sono basati sulle statistiche pubblicate dalla Internet Domain Survey. Lultimo aggiornamento di quella serie è stato pubblicato il 14febbraio 2012 (i dati sono aggiornati a dicembre 2011). In passato erano state usate, per verifica, anche altre fonti. Ma non sono più disponibili o sono diventate così sporadiche e imprecise da non offrire aggiornamenti attendibili. Comunque la fonte qui usata è lunica che permette un confronto storico coerente dal 1981 al 2011.
Per hostcount si intende un calcolo del numero di host internet, cioè di indirizzi IP permanenti e attivi, cioè di nodi connessi alla rete, suddivisi per paese. (Sono una cosa diversa dai domain) Non cè una correlazione diretta fra il numero di host e il numero di persone collegate alla rete in ciascun paese; il dato di hostcount è un indice rilevante del livello di attività nelluso dellinternet. Naturalmente lappartenenza al paese dipende da dove è registrata la proprietà del domain e non dalla collocazione fisica del server. Alcuni operatori, anche in Italia, usano domain americani (classificati come .com o .org o .net) ma questo fenomeno non ha dimensioni tali da modificare in modo rilevante il significato dei dati e i termini di confronto fra i diversi paesi. Tuttavia nellanalisi dei dati sono stati introdotti alcuni correttivi per neutralizare leffetto di questo fattore.
Nel secondo semestre del 2006 la verifica del numero di host internet registrava, per lunica volta in trentanni, una diminuzione rispetto al periodo precedente. Ma si trattava solo di una differenza nel metodo di rilevazione riguardante gli Stati Uniti. In realtà la rete, anche in quel periodo, continuava crescere in tutto il mondo, con un andamento analogo a quello che si era rilevato negli anni precedenti (e, in alcune aree, più veloce).
Crescita dellinternet in 30 anni
Questa è la crescita del numero di host internet dal 1981 al 2011 secondo le valutazioni della Domain Survey.
1981 213
1982 235
1983 562
1984 1.204
1985 1.961
1986 5.089
1987 28.174
1988 80.000
1989 159.000
1990 376.000
1991 727.000
1992 1.313.000
1993 2.217.000
1994 5.846.000
1995 14.352.000
1996 21.819.000
1997 29.760.000
1998 43.230.000
1999 72.398.000
2000 109.574.000
2001 147.345.000
2002 171.638.000
2003 233.101.000
2004 317.646.000
2005 394.992.000
2006 433.193.000
2007 541.677.000
2008 625.226.000
2009 732.740.000
2010 818.374.000
2011 888.239.000Landamento negli ultimi ventanni è riassunto in questo grafico.
Host internet 1992-2011
Numeri in milioni
Il dato del 2006 è ponderato per correggere una differenza di calcolo nei dati americani
La tendenza ha un andamento apparentemente semplice, ma in realtà è il risultato di molti diversi fattori, in continua evoluzione. Perciò è difficile definire un modulo di sviluppo. (Come è dimostrato dai fatti rispetto ai tentativi di prevederli vedi proiezioni). La rete esiste da quarantanni che sono un periodo molto breve nella storia delle culture umane. Ha le caratteristiche (non solo quantitative) di una realtà giovane, lontata da ogni ipotizzabile fase di assestamento.
Comunque la crescita continua a essere veloce. La dimensione complessiva delle attività nellinternet è decuplicata in undici anni ed è raddoppiata negli ultimi cinque.
Prima di proseguire con lanalisi basata sul numero di host internet, vediamo brevemente un altro dato, che riguarda i siti web. Su tutte le statistiche è sempre opportuno avere qualche dubbio, ma una valutazione credibile è quella pubblicata da Netcraft. Ha rilevato una crescita molto forte nel 2011 (che continua nel 2012).
Il totale si avvicina a 700 milioni ma con qualche problema, come vediamo in questo grafico.
Siti web nel mondo 1995-2012
numeri in milioni
La linea rossa indica i siti che risultano attivi
I dati più recenti da questa fonte sono dellaprile 2012
Il numero è decuplicato negli ultimi sei anni. È probabile che superi i 700 milioni nel maggio 2012. Ma continua ad aumentare il problema di unalta percentuale di siti che risultano non attivi. Nel corso degli anni è cresciuta, fino ad arrivare al 70 per cento. Nellagosto-settembre 2011 si era rilevata uninsolita crescita dei siti attivi, ma poi è di nuovo aumentata la differenza rispetto al totale.
Anche da altre fonti risulta che molte delle presenze web sono siti provvisori, incompleti, trascurati o scarsi di contenuti. (Il fenomeno si era accentuato con la moda blog, che poi ha avuto un declino, ma è sempre più diffuso anche in altri generi di attività).
È interessante rilevare che, mentre ci sono cicli di variazione nelluso di diverse risorse, nella gestione dei siti web rimangono dominanti le tecnologie opensource.
La situazione confusa nel 2009-2010 non era dovuta a una reale diminuzione del numero di siti, ma a problemi nel contarli. Alcune aggregazioni, prima non rilevabili, erano diventate pubbliche nel febbraio 2009, ma poi erano scadute o ritornate alla non verificabilità. Pare che ci siano stati non meglio identificati crolli di grossi apparati di hosting, poi gradualmente sostituiti dalla crescita di altri. Linstabilità di quei sistemi e la discontinuità di molte iniziative avevano assunto dimensioni tali da confondere le valutazioni su larga scala.
Questo disordine cè sempre stato, ma si era accentuato con la più vasta diffusione di attività che spesso sono effimere e rimangono abbandonate prima di avere una durevole identità. Infatti la scomparsa riguardava soprattutto i siti non attivi con variazioni più brevi, e molto meno rilevanti, per quelli che hanno una presenza significativa.
A partire dalla seconda metà del 2010 i problemi di rilevazione dei dati sembrano risolti (o almeno ridotti a dimensioni che influiscono poco sullandamento generale). Nel novembre 2010 il totale ha superato il livello massimo precedente e la crescita continua (678 milioni nellaprile 2012).
Finora non è chiaro quali possano essere i motivi per una recente accelerazione della crescita. Comunque le tendenze devono sempre essere valutate su periodi più lunghi.
Sembra che alcuni confondano il concetto di sito con quello di pagina (accade, stranamente, anche a fonti autorevoli). Sono, ovviamente, due cose diverse. Ogni sito web può contenere un numero potenzialmente infinito di pagine (cioè di singoli articoli o documenti, indipendentemente dalla loro lunghezza). Il sito in cui compare questa pagina ne contiene più di cinquecento. Un motore di ricerca come Google riesce a identificare oltre di otto miliardi di pagine in rete. È ragionevole pensare che ce ne siano molte di più anche se nessuno sa come sia possibile contarle. Ci sono stime variabili da 30 a 50 miliardi, ma sono opinioni non verificabili. (Se fosse vero ci sarebbero circa 40 pagine per ogni host internet di cui si rileva lesistenza 60 per ogni sito web e 200 per ogni sito attivo. Dimensioni non del tutto incredibili, ma probabilmente esagerate. Comunque sono solo ipotesi).
Situazione dellinternet nel mondo
Questa tabella riassume landamento di crescita dal 1994 al 2011.
Numero
di host% di crescita semestrale annuale Dicembre 1994 * 5.846.000 51,1 118,9 Giugno 1995 * 8.200.000 40,3 106,8 Dicembre 1995 * 14.352.000 75,0 145,5 Giugno 1996 * 16.729.000 29,9 104,0 Dicembre 1996 * 21.819.000 30,4 52,0 Giugno 1997 * 26.053.000 19,4 55,7 Dicembre 1997 29.670.000 13,9 36,0 Giugno 1998 36.739.000 23,8 41,0 Dicembre 1998 43.230.000 17,7 45,7 Giugno 1999 56.218.000 30,0 53,0 Dicembre 1999 72.398.000 28,8 67,5 Giugno 2000 93.047.800 28,5 65,5 Dicembre 2000 109.574.400 17,8 51,4 Giugno 2001 125.888.200 14,9 35,3 Dicembre 2001 147.344.700 17,0 34,5 Giugno 2002 162.128.500 10,0 28,8 Dicembre 2002 171.638.300 5,9 16,5 Dicembre 2003 233.101.500 n.a. 35,8 Giugno 2004 285.139.100 22,3 n.a. Dicembre 2004 317.646.000 11,4 36,3 Giugno 2005 353.284.000 11,2 23,9 Dicembre 2005 394.992.000 11,8 24,3 Giugno 2006 439.286.000 11,2 24,3 Dicembre 2006 433.193.000 1,3 9,6 Giugno 2007 489.774.000 13,1 11,5 Dicembre 2007 541.677.000 10,6 25,0 Giugno 2008 570.938.000 5,4 16,6 Dicembre 2008 625.226.000 9,5 15,4 Giugno 2009 681.065.000 8,9 19,2 Dicembre 2009 732.740.000 7,6 17,2 Giugno 2010 768.913.000 4,9 12,9 Dicembre 2010 818.374.000 4,0 11,7 Giugno 2011 849.870.000 3,8 11,8 Dicembre 2011 888.239.000 4,5 8,6
* Il metodo di analisi è cambiato a partire dal dicembre 1997.
I dati per gli anni 1994-1997 sono ponderati
per adeguare la vecchia metodologia alla nuova.
Le percentuali del 1994 riferite al 1993 sono basate sulla vecchia serie di dati.
Negli anni precedenti la velocità di crescita è stata variabile,
con un aumento quasi sempre superiore al 100 % annuale fino al 1988,
un po meno veloce fra il 1989 e il 1993,
seguito da una nuova acclerazione nel 1994-1996.Dal 1987 al 2009 i dati di hoscount internazionali sono stati diffusi ogni sei mesi,
ma per il 2003 solo una volta, dopo la fine dellanno.
Nel 2010 erano stati pubblicamente disponibili anche dati trimestrali.
ma poi questa pratica non è continuata.In reatà la crescita dellinternet nel 2006 e nella prima metà del 2007 è stata più veloce di come appare da queste cifre.
Nel 2006 erano cambiati i risultati delle rilevazioni per alcune categorie di domain attribuibili prevalentemente agli Stati Uniti.
Non sono chiari i motivi tecnici di queste variazioni, ma il fatto è che in realtà la crescita era continuata a che in quel periodo.
Le percentuali di aumento, ininzialmente molto elevate, erano (come è ovvio) progressivamente diminuite fino al 1997. Dal 1999 sembrava essersi innescata una fase più veloce, seguita da un (relativo) rallentamento nel 2001-2002. Nel 2003-2004 si era rilevata una nuova accelerazione un probabile assestamento dopo un periodo di sviluppo relativamente debole. Negli anni seguenti la crescita è continuata, con percentuali relativamente più basse (e in discontinua, ma progressiva, diminuzione) su numeri sempre più grandi, con una velocità che comunque rimane elevata rispetto allo sviluppo di ogni genere di altre tendenze.
Per chi ama le cifre tonde... se la crescita continuasse con le percentuali del 2011 si arriverebbe a un miliardo di host internet nella prima metà del 2013.
Per quanto riguarda lItalia, è opportuna una certa cautela nella valutazione dei dati, che in alcuni periodi appaiono esagerati rispetto a quelli di altri paesi. Ma cè un reale cambiamento di tendenza, a partire dal 1999-2000, che risulta evidente in questo grafico: un confronto fra landamento di crescita del hostcount italiano e quello mondiale dal 1995 al 2011.
Host internet 1995-2011
1994 = 100
(Prima del 1995 la crescita in Italia era più lenta della media mondiale)
Questaltro grafico mostra lo stesso andamento come percentuale dellItalia rispetto al totale mondiale
Host internet italiani come % del totale mondiale
1992-2011
Per alcuni anni (anche prima del 1992) la crescita dellinternet in Italia aveva avuto uno sviluppo, in proporzione, analogo o inferiore alla media mondiale (per landamento rispetto allEuropa vedi il documento sui dati europei). Dopo una leggera crescita nel 1997, rimaneva quasi costante la percentuale dellItalia rispetto al totale (fra 0,8 e 0,9 %). A partire dal 2000 cè stato un cambiamento rilevante e sembra che fino al 2008 lattività online in Italia sia cresciuta più velocemente della media. Una diminuzione della percentuale nel 2009-2011 non è dovuta a un rallentamento dellItalia, ma a una crescita più veloce in altri paesi (fra cui molti che in passato avevano unattività in rete relativamente scarsa, ma in anni recenti hanno un forte sviluppo).
Unindicazione diversa riguardante lItalia è il numero di domain .it come risulta dalle statistiche della registry authority nazionale.
Numero di domain .it 1994-2011
Un brusco aumento da 126.543 domain .it nel 1999 a 445.737 nel 2000
era dovuto a regole meno restrittive per la registrazione.
Il numero di domain registrati in Italia ha superato il milione allinizio del 2005 e i due milioni il 7 dicembre 2010. Secondo unosservazione pubblicata dalla registry authority in questa occasione, lItalia sarebbe al quinto posto in Europa e nono nel mondo per numero di domain internet.
È evidente, comunque, che non cè coerenza fra il numero di domain registrati e il numero di host attivi (il hoscount è il dato più significativo). Secondo notizie, non molto chiare, diffuse da ICANN, il numero totale di domain nel mondo sarebbe aumentato da 177 milioni nel 2008 a 192 nel 2009, 196 nel 2010 e 200 allinizio del 2011.
Secondo questa fonte, i domain su tld nazionali sarebbero 76 milioni e fra questi al primo posto i .de (Germania) seguiti, nellordine, da .uk (Gran Bretagna), .cn (Cina), .nl (Olanda), .ru (Russia), .br (Brasile), .ar (Argentina) e .it (Italia). Un quadro incoerente e confuso, poco credibile, che suscita molte perplessità ma comunque conferma una scarsa correlazione fra la registrazione dei domain e il loro utilizzo.
In molte parti del mondo ci sono cambiamenti rilevanti, con una crescita particolarmente veloce in alcuni paesi. Ma i dati di variazione in sei mesi o in un anno sono da considerare cum granu salis. Le tendenze vanno sempre osservate su periodi relativamente lunghi).
La tabella che segue raccoglie i hostcount dei 51 paesi (su 240) con più di 800.000 host internet.
Numero di host
dicembre 2011Per 1000
abitantiStati Uniti 450.165.000 1458,0 Giappone 63.465.680 495,6 Germania * 30.000.000 365,6 Gran Bretagna * 27.000.000 436,2 Francia * 26.000.000 399,8 Italia 25.455.561 419,9 Canada * 24.500.000 712,7 Brasile 23.789.506 124,7 Cina 19.771.904 14,8 India * 18.500.000 15,3 Spagna * 17.000.000 362,8 Australia 16.952.338 724.5 Messico 15.165.150 135.0 Russia 13.757.722 96,9 Olanda 13.715.032 823,5 Polonia 12.928.122 338,6 Argentina 10.927.967 272,6 Corea del Sud * 10.000.000 205,8 Taiwan 6.405.566 276,6 Svezia 5.806.123 616,6 Svizzera 5.249.367 667,3 Belgio 5.179.959 494,3 Sudafrica 4.834.779 96,7 Finlandia 4.699.507 874,3 Danimarca 4.284.533 770.5 Colombia 4.281.046 94,1 Rep. Ceca 4.140.126 393,1 Turchia 4.034.284 54,7 Portogallo 3.664.339 341,4 Norvegia 3.583.945 728,4 Austria 3.444.552 411,3 Tailandia 3.277.550 50,3 Grecia 3.114.925 275,5 Ungheria 3.063.519 305,9 Nuova Zelanda 3.027.638 693,1 Romania 2.715.415 126,5 Israele 2.185.740 282,8 Ucraina 1.997.268 43,7 Singapore 1.932.116 512,2 Cile 1.853.927 108,5 Slovacchia 1.387.022 255,2 Irlanda 1.379.364 300,9 Croazia 1.344.819 305,0 Indonesia 1.341.930 5,7 Lituania 1.189.700 345,3 Serbia 1.106.234 150,6 Uruguay 945.826 281,7 Bulgaria 937.195 127,5 Venezuela 888.028 30,3 Hong Kong 861.516 123,0 Estonia 848.009 656,8 Totale mondo 888.239.420 66,7
I dati per gli Stati Uniti sono ponderati per tener conto del fatto
che una parte dei domain apparentemente americani ha sede in altri paesi.
Lo stesso correttivo è introdotto nei grafici che seguono.
Lindice di densità mondiale è calcolato escludendo gli Stati Uniti.* I dati disponibili per Germania, Gran Bretagna, Francia,
Canada, India, Spagna e Corea appaiono sottostimati
e perciò qui i numeri sono arbitrariamente, ma non irragionevolmente, aumentati.
Il quadro è in continua evoluzione. In anni recenti ci sono alcune notevoli variazioni, come la crescita della Francia (che per la prima volta nel 2004 aveva superato lAustralia e nel 2006 anche lOlanda), della Polonia e più recentemente della Russia. In forte sviluppo lAmerica Latina (in particolare il Brasile e lArgentina) e alcuni paesi dellAsia. Nel 2010 si era rilevate una forte accelerazione del Sudafrica (aveva superato quello che era il totale nel continente nel 2009). Ma in ogni caso (e in ogni parte del mondo) gli assestamenti dovranno essere verificati nei prossimi anni.
Un improvviso cambiamento nel 2007 è stato un enorme aumento del hostcount in Cina. Su balzi così sproporzionati è sempre necessario avere qualche dubbio. Una valutazione più significativa si potrà fare solo nei prossimi anni. Vedi, poco più avanti, altre osservazioni sugli sviluppi in Cina e in India.
È interessante rilevare che ci sono, di nuovo, forti indici di crescita anche in paesi a densità molto elevata e ciò conferma che siamo ancora lontani da ogni possibile livello di saturazione. Per maggiori dettagli sulla situazione in Europa vedi lanalisi dei dati europei.
Nel 1999 cerano sei paesi nel mondo con più di un milione di host internet (di cui due in Europa). Nel 2000 erano dieci, nel 2001 tredici, nel 2002 diciassette. Nel 2003 sono saliti a venti, nel 2005 a ventisei, nel 2007 a trentasette, nel 2009 a quarantuno, nel 2011 a quarantasei, di cui ventisei in Europa, dieci in Asia, sette nelle Americhe, due in Oceania e uno in Africa.
I paesi con oltre tre milioni di host erano due nel 2001, otto nel 2003, tredici nel 2005, diciassette nel 2006 e nel 2011 sono trentuno (di cui diciannove in Europa). Ventidue paesi sono oltre i cinque milioni (undici in Europa). Oltre i dieci milioni sono diciassette, di cui otto in Europa. LItalia ha superato il milione nel 2000, due milioni nel 2001, tre nel 2002, cinque nel 2003, dieci nel 2005 e venti nel 2009.
Ci sono altre tre nazioni (se non si tiene conto dei confini politici) con più di venti milioni di host internet. Cè un documento che analizza la presenza online dei paesi di lingua spagnola e portoghese e dellarea etnica cinese.
La comunità di lingua spagnola (di cui il un terzo è in Spagna e resto nellAmerica Latina) continua ad avere una forte crescita (ha superato i 10 milioni di host internet nel 2005 e i 50 milioni nel 2011). Ha una presenza importante anche larea di lingua portoghese: la somma di Brasile e Portogallo (più alcuni altri paesi) ha superato i 20 milioni di host nel 2009.
In anni recenti si era rilevato un minore sviluppo nellarea etnica cinese (la cui attività in rete era per il 96 % fuori dalla Cina continentale) ma da tre anni cè una nuova evoluzione, perché sembra che lattività in rete sia cresciuta anche in Cina.
Nei due più grandi paesi del mondo lattività in rete è sempre stata molto scarsa rispetto allampiezza della popolazione. Ci sono recenti segnali di cambiamento, ma finora i dati sono poco chiari e di difficile interpretazione.
Per la prima volta nel 2002 la Cina (esclusa Hong Kong) era comparsa fra i paesi con più di 100.000 host internet. Cera stato, in quel periodo, un aumento rilevante rispetto agli anni precedenti, ma con una densità molto bassa rispetto alla popolazione (meno di 0,2 host per mille abitanti). Non si era rilevato uno sviluppo significativo dal 2004 al primo semestre del 2006.
Nel 2007, per la prima volta, i dati segnalavano una forte crescita, con quasi due milioni di host internet in Cina. E poi, improvvisamente, sembravano saliti a più di dieci milioni e a 14 nel 2008 (ma con un minore sviluppo nei periodi seguenti). È probabile che il numero sia sovrastimato comunque rimane a un livello basso rispetto alla popolazione (13 host per mille abitanti).
Continua a esserci in Cina una forte repressione dellinternet insieme a un rigido controllo e a una severa censura su tutti i mezzi di informazione e di comunicazione.
In India si parla da molti anni di un impegno per una più ampia diffusione della rete, ma (nonostante la diffusa conoscenza dellinglese e lalto livello di cultura informatica in alcune parti del paese) lo sviluppo era rimasto molto limitato fino al 2004, quando si era verificato un forte aumento del hostcount (e, per la prima volta, lIndia aveva superato la Cina).
Si è registrata unulteriore notevole crescita in India nel 2005-2006 (1.685.000 host nel 2006 rispetto a 838.000 nel 2005, 276.000 nel 2004 e 144.000 nel 2003). Lo sviluppo nel 2007-2010 appare molto sottostimato e perciò in questa analisi è stato provvisoriamente inserito un dato arbitrario che è probabilmente inferiore a una valutazione realistica dello sviluppo.
Ma la densità rispetto alla popolazione è ancora molto bassa rispetto al potenziale che lIndia potrebbe esprimere. La situazione è peggiore nel resto del subcontinente indiano (vedi lanalisi dei dati in Asia). Verifiche più significative della situazione in India (come in altri paesi) richiederanno un più lungo periodo, probabilmente alcuni anni.
Vediamo in forma grafica la situazione per grandi aree geografiche.
Grandi aree geografiche
La situazione generale, in questa prospettiva, rimane simile a quella che avevamo visto nei periodi prededenti. La globalità è molto relativa. Una grande parte del mondo è ancora isolata dallinternet. Il Nord America e lEuropa, con il 19 % della popolazione, hanno il 74 % dellattività in rete.
Il continente (al di fuori del Nord America) con la densità più alta rispetto alla popolazione è lOceania, che ha più di 500 host internet per 1000 abitanti. La media in Europa è 250. NellAmerica latina è 96 (per la prima volta nel 2006 aveva superato la media mondiale). In Asia è 27 e in Africa è 6 cioè, rispettivamente, poco più di un decimo e di un cinquantesimo del livello europeo.
Vediamo, da questo punto di vista, riassunta in un grafico la situazione per grandi aree.
Host internet per 1000 abitanti
Se si tolgono dal calcolo i paesi dominanti
per hostcount in due continenti,
escludendo il Giappone la densità
è 12 host per mille abitanti nel resto dellAsia
ed escludendo il Sudafrica è 1 nel resto dellAfrica.
(Vedi i confronti nelle analisi per Asia e Africa).
Anche allinterno di ciascuna delle zone geografiche ci sono forti concentrazioni. Il 95% della rete nel Nord America è negli Stati Uniti. In Oceania il 99 % è in due paesi: Australia e Nuova Zelanda. Circa metà dellinternet dellAsia è in Giappone (meno di un quarto nellarea etnica cinese). L80 % dellAfrica è in Sudafrica, l80 % dellAmerica centro-meridionale è in Brasile e Argentina. Solo in Europa nessun paese ha più del 17 % del totale; ma anche nel nostro continente rimangono forti squilibri, come risulta dallanalisi dei dati europei.
Nel dicembre 2011, rispetto a un anno prima, lattività in rete è cresciuta del 9 % nel Nord America, 8 % in Europa, 9 % in Asia, 8 % in Oceania, 28 % nellAmerica centro-meridionale. È stato straordinario il 70 % di crescita in Africa nel 2010 (ma laumento è in gran parte in un solo paese, il Sudafrica e comunque su dimensioni ancora molto piccole in confronto agli altri continenti).
La percentuale degli Stati Uniti rispetto al resto del mondo è diminuita nel corso degli anni, ma rimane dominante. Per notare come la situazione sta cambiando, vediamo un grafico di dieci anni fa (paesi che avevano più di un milione di host internet alla fine del 2001).
13 paesi 2001
Il predominio degli Stati Uniti, che era sempre stato molto forte, in quel periodo era di nuovo aumentato. LItalia era da poco comparsa fra i primi dieci paesi del mondo.
Vediamo la stessa situazione aggiornata ai dati più recenti (paesi con più di dieci milioni di host internet nel dicembre 2011).
17 paesi 2011
Il quadro è in continua evoluzione, ma il predominio americano rimane molto forte. Vediamo anche alcuni cambiamenti nella situazione di altri paesi. Per quanto discutibile possa essere lesattezza dei dati, il fatto è che la posizione dellItalia è sostanzialmente migliorata rispetto a quella che era dalle origini della rete fino allinizio di questo secolo.
Se per una lettura più chiara togliamo gli Stati Uniti dal grafico, questa è la presenza in rete degli altri 27 paesi con più di quattro milioni di host internet.
27 paesi 2011
Ci sono cambiamenti rilevanti rispetto ad alcuni anni fa, con la crescita di alcuni paesi europei e con una più forte presenza del Brasile e del Messico (oltre a quanto già osservato sugli sviluppi in Cina e in India). Ma più di un terzo di tutta la rete al di fuori degli Stati Uniti è ancora concentrato in sei paesi che hanno il sei per cento della popolazione mondiale.
Vediamo ora un confronto rilevante: il grafico che mostra le grandi differenze di densità rispetto alla popolazione nei 46 paesi con più di un milione host internet.
Host internet per 1000 abitanti in 46 paesi
La dimensione degli Stati Uniti è ridotta del 35 % per migliore leggibilità del grafico.
Anche per densità rispetto alla popolazione è dominante la presenza degli Stati Uniti (che già nel 1998 avevano superato il primato tradizionale della Finlandia). Si conferma, con notevole crescita, lalta densità che cè sempre stata nellarea scandinava già da parecchi anni raggiunta dallOlanda. La posizione dellItalia è molto migliorata negli ultimi sei anni, anche se è ancora lontana da quella dei paesi più avanzati.
Continua la crescita del Giappone, che per la prima volta nel 2005 aveva superato il livello di densità di Taiwan. Dal 2004 si rileva una nuova evoluzione della Francia. Continua un forte sviluppo in molti paesi dellEuropa centro-orientale (in questo periodo, particolarmente in Russia).
Non molti anni fa era difficile immaginare che si potesse arrivare a più di un host internet per abitante negli Stati Uniti (e anche in altri paesi, come lIslanda). Questo è in parte dovuto a singole persone che sviluppano una propria presenza in rete, ma anche a molteplici attività diversamente organizzate da parte di imprese, organizzazioni e servizi di informazione. Molte di queste iniziative sono labili e hanno scarsa stabilità ma levoluzione è continua. È sempre azzardato fare previsioni, ma le tendenze verificate finora indicano una forte probabilità che ci sia un ulteriore sviluppo nei prossimi anni.
Benché la rete esista da quarantanni, è ancora in una fase iniziale del suo sviluppo, con molte possibilità di crescita e di evoluzione.
Vediamo ora un aggiornamento del grafico riguardante lattività in rete in relazione al reddito (prodotto interno lordo) per gli stessi 46 paesi.
Host internet in rapporto al reddito (PIL) in 46 paesi
Prima di cedere a tentazioni di sensazionalismo, è meglio essere prudenti nellaffermare che un singolo paese abbia una situazione particolarmente forte (o debole) in base a questo criterio.
Per esempio è possibile, ma non può essere matematicamente certo, che la Lituania e alcuni altri paesi (non compresi in questo grafico) abbiano un hostcount rispetto al reddito superiore a quello degli Stati Uniti.
La significatività dei numeri non è tale da poter affermare che questi sviluppi siano esattamente misurabili. È tuttavia vero che ci sono, nel mondo, molte diverse situazioni evolutive.
Che lIndia possa superare, in confronto al reddito, molti paesi europei è unipotesi credibile e probabile, ma non è ancora dimostrata dai dati finora disponibili (che infatti qui sono corretti secondo criteri ragionevoli, ma non matematicamente precisi). E così altre evoluzioni che si possono ragionevolmente valutare, ma trovano conferma nei dati solo in periodi più lunghi.
Lesattezza delle statistiche è sempre discutibile e lo sono in particolare le due unità di misura che qui si incrociano: il calcolo del numero di host internet e le valutazioni del reddito nazionale (prodotto interno lordo).
Non ci può essere alcuna certezza sul valore numerico di singoli dati, specialmente nel breve periodo di uno o pochi anni. Ma le tendenze verificate nel tempo, e levoluzione generale della situazione, hanno sufficienti conferme per considerate rilevante un quadro in continuo cambiamento, in cui si confermano alcune posizioni già evidenti fin delle origini delle rete accanto a nuovi sviluppi.
Per molti anni lItalia era stata il fanalino di coda in questa classifica. Sembra che poi gradualmente abbia superato la Francia e la Germania e più tardi anche la Gran Bretagna. Sempre con i necessari dubbi sullattendibilità di dati, è credibile che ci sia stato (e che continui) un significativo sviluppo delle attività italiane in rete (mentre è, in proporzione, meno dinamica la crescita del numero di persone online vedi dati italiani).
Non sempre alla quantità corrisponde unadeguata qualità ma questo è un problema anche nel resto del mondo.
Continua una notevole crescita del livello di attività in rete, rispetto allo sviluppo economico, in alcuni paesi dellEuropa orientale e dellAmerica latina. Già negli anni precedenti si era notato che molti paesi di sviluppo più recente erano saliti, in rapporto al reddito, a un livello più alto di paesi tradizionalmente molto attivi nellinternet.
Può essere interessante osservare la densità di uso dellinternet anche sotto forma di carta geografica.
Host internet per 1000 abitanti
Un po arbitrariamente in questa mappa larea di densità
è estesa solo a una parte della federazione russa
poiché è ragionevole pensare che lattività online
sia concentrata soprattutto nella Russia europea.
Questa mappa è cambiata rispetto agli anni precedenti. Per esempio oggi ci sono più di quaranta paesi con oltre 200 host internet per mille abitanti (fra cui lItalia dal 2006). Nel 2002 erano tre (Stati Uniti, Finlandia e Islanda).
Ma il quadro generale è sempre lo stesso. La globalità dellinternet è limitata a una parte del globo.
Il più forte uso della rete rimane concentrato sulle due sponde dellAtlantico settentrionale e in alcune parti dellOceania, dellAsia orientale e del Medio Oriente. Cè una notevole evoluzione in alcuni paesi dellAmerica Latina anche se ancora lontana dai livelli degli Stati Uniti, del Canada e dellEuropa.
Il resto del mondo è in gran parte escluso.
In altri documenti della sezione dati
ci sono mappe più dettagliate per
Europa Asia Africa America Latina
Uno sguardo al passato
Questa parte dellanalisi si fa una volta allanno.
Il prossimo aggiornamento sarà nel 2013.Sembra lontana, ma non è passato remoto, la situazione nel 1996 quando fu pubblicata in un libro la prima stesura di queste analisi sullattività nellinternet. Può essere interessante confrontarla con i dati del 2011.
Nel 1996 nessun paese al mondo, allinfuori degli Stati Uniti, aveva un milione di host internet (ora sono 46 ed è probabile che fra sei mesi o un anno siano di più). Il Giappone non aveva ancora raggiunto il hostcount della Gran Bretagna e della Germania. LOlanda e la Francia non avevano superato il totale, tradizionalmente alto, della Finlandia. LItalia, che aveva da poco sorpassato la Norvegia, era ancora molto lontana non solo dalla Finlandia, ma anche dalla Svezia.
LItalia era al quattordicesimo posto del mondo in cifra assoluta e al trentesimo per densità (host per mille abitanti). In Europa era settima per hostcount totale e tredicesima per densità. Da allora la situazione è molto cambiata anche se, dal punto di vista della densità, lItalia è ancora dodicesima in Europa e sedicesima nel mondo.
Questa tabella mostra i cambiamenti in quelli che nel 1996 erano i primi venti paesi del mondo per attività nellinternet con unindicazione del fattore di moltiplicazione nel 2011 rispetto al 1996, al 1998 e al 2000.
migliaia di host crescita 2011 su 1996 1998 2000 1996 1998 2000 mondo 21.819 43.230 109.574 x 40,7 x 20,6 x 8,2 Stati Uniti 10.110 23.800 72.457 x 44,5 x 18,9 x 6,2 Gran Bretagna 764 1.322 2.291 x 35,3 x 18,9 x 11,8 Germania 743 1.309 2.163 x 40,4 x 22,9 x13,9 Giappone 734 1.352 4.641 x 86,5 x 46,9 x 13,7 Canada 603 1.028 2.364 x 40,6 x 23,8 x 10,4 Australia 515 750 1.616 x 32,9 x 22,6 x 10,2 Finlandia 328 514 772 x 14,3 x 9,1 x 6,1 Olanda 277 533 1.624 x 49,5 x 25,7 x 8,4 Francia 252 447 1.376 x 103,2 x 58,2 x 18,9 Svezia 246 381 764 x 23,6 x 18,8 x 7,6 Italia 193 358 1.631 x 131,9 x 71,1 x 15,6 Norvegia 177 312 525 x 20,2 x 11,5 x 6,8 Svizzera 135 216 461 x 38,8 x 24,3 x 11,4 Spagna 119 258 664 x 142,9 x 65,9 x 25,6 Danimarca 111 200 436 x 38,6 x 21,4 x 9,8 Austria 99 152 504 x 34,8 x 22,7 x 6,8 Sudafrica 99 141 185 x 49,3 x 34,3 x 26,1 Nuova Zelanda 85 178 310 x 35,6 x 17,0 x 9,8 Brasile 77 164 623 x 346,3 x 145,1 x 38,2 Russia 69 176 335 x 199,4 x 78,2 x 41,1
La crescita è molto veloce in tutto il mondo, con diversi andamenti di sviluppo, ma con una tendenza complessiva che, anche in periodi recenti, porta il numero di host internet a moltiplicarsi (il totale mondiale è più che raddoppiato negli ultimi cinque anni).
È interessante notare che anche paesi che già nel 1996 avevano unattività in rete molto superiore alla media, come la Finlandia, la Svezia, la Norvegia e lAustralia, continuano a crescere con notevole velocità mentre ci sono altre situazioni, in ogni parte del mondo, con andamenti di sviluppo paragonabili (in proporzione) a quello del Brasile.
Non è mai ragionevole tentare profezie. Ma sembra molto probabile che linternet continui a crescere nei prossimi anni e che il quadro continui a cambiare con sviluppi, almeno in parte, imprevisti e imprevedibili.
Supplemento
BRICS
Può sembrare bizzarro dedicare unanalisi a sei paesi in diverse parti del mondo e con caratteristiche tuttaltro che omogenee. Ma nellampia e complessa varietà delle economie definite in sviluppo ce ne sono cinque chiamate BRICS cioè Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica che dal 2009 hanno organizzato un dialogo fra loro per cercare di tracciare un percorso di intesa e collaborazione.
(Erano quattro BRIC nel 2011 si è aggiunto il Sudafrica).
Fra i tanti possibili criteri di valutazione, non è irrilevante una breve analisi riferita allattività nellinternet. Con laggiunta di un sesto paese, per un semplice motivo: fra gli altri nuovi protagonisti delleconomia mondiale, il Messico è quello con il maggior numero di host.
Nel primo grafico vediamo il hostcount in cifra assoluta.
Host internet
numeri in milioni
Anche in base al altri criteri economici, sociali e culturali è particolarmente rilevante lo sviluppo del Brasile. Ma naturalmente occorre valutare la densità rispetto alla popolazione.
Host internet per mille abitanti
Le differenze si rivelerebbero più complesse se lanalisi fosse estesa ad altri paesi in sviluppo. Come si può dedurre dal quadro generale in questa pagina e dalle altre nella sezione dati di questo sito.
Una diversa prospettiva per i sei paesi BRICS+ 1 risulta dal hostcount in confronto al reddito (PIL prodotto interno lordo).
Host internet in rapporto al reddito
Questa limitata gamma di dati è intenzionalmente collocata qui, come piccolo supplemento ad analisi più generali. Spero che possa offrire qualche spunto nella valutazione di come gli strumenti di comunicazione (e i modi in cui sono usati) si intreccino profondamente con ogni altra valutazione economica, politica, sociale e culturale.
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Altre analisi in base al hostcount
Europa Asia Africa America latinaDue supplementi a comunità linguistiche
per lingue slave e paesi arabiPer quanto riguarda il numero di persone
che usano linternet, cè unanalisi sullItalia
(con alcuni confronti internazionali) e due
sugli sviluppi nel mondo e nellUnione Europea